Di cosa parlare sui social senza inseguire il quanto mi ha portato

Finisci le idee, molli il canale

Scegliere di cosa parlare sui social partendo da il quanto mi ha portat sembra la mossa furba, e invece è la strada più corta per restare a secco e mollare tutto. Ti racconto perché l'argomento che dura è quello che conosci davvero, quello su cui non finisci le cose da dire.

L'altro giorno cercavo un'idea per un video e, come capita, in tre minuti mi sono ritrovato a guardare tutt'altro. Un tizio elencava con grande sicurezza le «nicchie più redditizie del 2026», quelle con il guadagno per visualizzazione più alto, da aggredire subito prima che si affollino. Sotto, centinaia di commenti di gente che chiedeva quale scegliere, come uno che al ristorante chiede al cameriere il piatto con più margine invece di quello più buono.

È un genere di contenuto che spopola, e lo capisco. Quando devi decidere di cosa parlare sui social, partire da quanto rende sembra la cosa più razionale del mondo. Perché faticare su un argomento a caso, quando qualcuno ti dice già quali portano più soldi? Il problema è che quella lista ti sta rispondendo alla domanda sbagliata. E dopo qualche mese te ne accorgi, quando apri l'app per registrare e non hai più niente da dire.

Perché tutti scelgono la nicchia che rende di più

La logica della nicchia redditizia è semplice e seducente. Ci sono argomenti dove la pubblicità paga meglio, dove ci sono più prodotti da promuovere, dove il pubblico ha il portafoglio più gonfio. Finanza, tecnologia, certi angoli del benessere. Uno vede quei numeri e pensa: parto da lì, così almeno quando cresco il gioco vale la candela.

Il ragionamento avrebbe senso se il collo di bottiglia fosse la scelta dell'argomento. Ma non è lì che ti giochi la partita. La partita la perdi o la vinci sulla distanza, sulla tua capacità di continuare a produrre cose che valgono per mesi, per anni, quando la novità è passata e nessuno ti applaude più. E su quella distanza, l'argomento scelto sul catalogo dei guadagni ti abbandona proprio quando ti serve.

Ci aggiungo una cosa che vale la pena dire chiaro. Molte di quelle nicchie «facili» sono affollate esattamente perché tutti guardano le stesse liste. Arrivi in un posto dove ci sono già mille persone che dicono le stesse cose lette negli stessi video, e per emergere dovresti conoscere l'argomento meglio di loro. Solo che tu lo hai scelto ieri, guardando un grafico. Loro, alcuni, magari ci vivono dentro da anni.

Cosa succede quando parli di un argomento che non ti interessa

Qui arriva la parte che i video sulle nicchie redditizie non ti raccontano mai. Parlare per mesi di una cosa che non ti riguarda è sfiancante. All'inizio non si vede: hai le prime dieci idee, quelle che trovi ovunque, e le registri. Poi le idee facili finiscono, e per trovarne di nuove dovresti scavare, e per scavare dovresti conoscere l'argomento sul serio, e invece lo conosci quanto lo conosceva quel video da cui sei partito. Il pozzo era poco profondo, e in poche settimane lo hai svuotato.

Non è una mia teoria da bar. Uno studio su sette anni di canali YouTube, quasi centomila canali analizzati, mostra quanto sia dura la sopravvivenza sulla distanza: circa tre canali su quattro, tra quelli seguiti, hanno smesso di crescere o si sono fermati del tutto. E la voce più pesante tra le cause è proprio lo scoraggiamento di chi non vede ritorni e a un certo punto molla. Si spengono perché chi li teneva in piedi ha finito le energie, molto prima che c'entri un algoritmo.

E l'energia', quando l'argomento non ti appartiene, finisce molto prima. Perché non hai il carburante che tiene in piedi chiunque produca contenuti a lungo: la curiosità vera per la cosa di cui parli. Se il tema ti annoia, ogni video diventa un compito, e i compiti si abbandonano.

La prova che faccio prima di scegliere un tema

Quando devo decidere su cosa concentrarmi, o quando aiuto qualcuno a farlo, non parto mai da «quanto rende». Parto da una domanda scomoda: di questa cosa, avrò ancora voglia di parlare tra sei mesi, in una serata storta, senza nessuno che mi guarda? Se la risposta è sì, ho trovato un terreno su cui posso costruire. Se è no, ho trovato solo una moda che mi lascerà a piedi.

È la stessa differenza che c'è tra correre dietro a un trend e coltivare un tema. Il trend ti dà la fiammata e poi si spegne. Il tema che conosci e che ti interessa è un pozzo a cui torni per anni, e ogni volta trovi ancora acqua.

Come scegliere di cosa parlare sui social partendo da quello che sai

L'alternativa alla lista dei guadagni è meno eccitante ma molto più solida: parti da quello che sai fare e da quello che ti incuriosisce sul serio. Non perché sia più nobile, ma perché è l'unico posto da cui puoi tirare fuori idee all'infinito senza svenarti. Chi fa il tuo mestiere da dieci anni ha in testa centinaia di storie, errori, casi, domande ricorrenti dei clienti. Quella è la tua miniera, ed è profonda quanto la tua esperienza.

Ti faccio l'esempio più concreto che ho. Un elettricista che conosce ogni impianto storto della sua zona ha materiale per anni di contenuti, perché ogni casa ha un problema diverso e lui li ha visti tutti. Se invece quello stesso elettricista provasse a fare il canale di finanza personale perché «rende di più», dopo il quinto video parlerebbe di cose lette da altri, senza niente di suo, e si stuferebbe da solo. Il primo argomento pagherà anche meno per visualizzazione, ma è quello su cui non finirà mai le cose da dire, ed è quello dove nessuno può batterlo, perché nessuno ha il suo occhio.

C'è pure un vantaggio che i grafici non misurano. Quando parli di ciò che conosci, si sente. La sicurezza, i dettagli che solo chi ci sta dentro nota, la storia vera al posto della definizione copiata. È la stessa cosa di cui parlo sempre: conta più il tema giusto della qualità del montaggio, perché puoi avere il video più curato del mondo, ma se dentro non c'è sostanza tua, chi guarda lo sente vuoto.

L'idea conta più del montaggio: scegli meglio il tema

Questo non vuol dire ignorare del tutto se una cosa può portarti clienti o guadagni. Vuol dire mettere le domande nell'ordine giusto. Prima «di cosa so parlare a lungo e con piacere», poi «come lo aggancio a quello che vendo o a chi voglio raggiungere». In quest'ordine costruisci qualcosa che dura. Nell'ordine opposto costruisci un canale che ti pesa da subito e che mollerai prima di vederne i frutti.

Quindi, la prossima volta che ti ritrovi davanti a un video che ti promette le nicchie più redditizie, guardalo pure, ma non prenderlo come una mappa. La domanda giusta, quando decidi di cosa parlare sui social, è quale argomento sei ancora capace di raccontare tra un anno, quando la spinta iniziale è finita e resta solo la voglia di dire una cosa in più. Quella voglia è la cosa che ti fa arrivare fino in fondo, molto più del grafico dei guadagni.

Come trovare idee per i contenuti senza restare a secco

Nelle immagini sono io, fondatore di Clusterclups agenzia di marketing e transizione digitale.

Mi chiamo Michael Iuzzino

sono il fondatore di Clusterclups. Seguo la comunicazione digitale di imprese e professionisti. Qui scrivo di come trovare idee, crescere online e farle arrivare chiare a più persone. Non ti conosco, ma sono certo che, forse, sei nel posto giusto.

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