Dove cercano i tuoi clienti oltre a Google

Ti cercano anche dove non guardi

Dove cercano i tuoi clienti, oggi, oltre a Google? Sempre più persone cercano un'attività su TikTok, YouTube e perfino chiedendo a un'AI. Cosa dicono i dati, cosa è vero davvero e cosa è solo rumore, e da dove partirei per farti trovare.

L'altra sera volevo un posto nuovo dove cenare, di quelli con la cucina che ti resta in testa. Ho preso il telefono e, senza nemmeno pensarci, ho aperto TikTok. Ho scritto il nome della mia città e «dove mangiare», ho guardato tre video di gente che infilava la forchetta in un piatto fumante, e in un paio di minuti avevo deciso. Google, quella sera, non l'ho nemmeno sfiorato. Ci ho ripensato dopo, perché è esattamente il gesto che sto vedendo fare a un sacco di persone, ed è il motivo per cui vale la pena chiedersi dove cercano i clienti quando cercano una realtà come la tua.

I clienti cercano ancora su Google o si sono spostati?

Partiamo da una cosa onesta: Google è vivo e sta benissimo. Resta il primo posto dove la maggioranza delle persone digita una domanda. Solo che accanto a quella casella di ricerca, negli ultimi due o tre anni, se ne sono aperte altre. Le persone hanno preso l'abitudine di cercare dentro le app dove passano già le giornate, senza fare il giro dal motore di ricerca classico.

Chi vuole un'idea per cena la cerca tra i video. Chi deve capire come si monta una mensola guarda un tutorial su YouTube prima ancora di leggere un articolo. Chi valuta un prodotto va a leggere le discussioni vere delle persone su Reddit, perché si fida più di uno sfogo di un estraneo che della scheda ufficiale. E una fetta crescente, quando ha un dubbio, lo scrive direttamente a un assistente come ChatGPT e si fa dare la risposta già pronta. La ricerca, in pratica, si è sparsa in più stanze della stessa casa.

Perché le persone cercano un'attività su TikTok e YouTube

Il motivo è più umano di quanto sembri. Su un motore di ricerca tradizionale ottieni un elenco di link blu e devi fidarti di dieci righe di testo. Dentro un social vedi una faccia, senti una voce, guardi il posto muoversi. Per scegliere dove andare a mangiare o a chi affidare un lavoro, la prova visiva vale più di una descrizione perfetta.

I numeri raccontano bene questo spostamento, soprattutto tra i più giovani. Secondo un'indagine Adobe Express ripresa da Hootsuite, il 41% della Gen Z va sui social prima ancora che su Google quando cerca un'informazione, il 65% ha usato TikTok come se fosse un motore di ricerca e il 25% lo trova davvero efficace per trovare quello che cerca, contro il 17% dei Millennial e percentuali molto più basse per le generazioni precedenti. Non è più una nicchia di ragazzini: è un modo di cercare che si sta allargando. La stessa abitudine, secondo i dati di ALM Corp, tocca ormai circa il 49% dei consumatori americani, che almeno una volta ha usato TikTok per trovare qualcosa.

Le persone cercano anche chiedendo a un'AI?

C'è poi il capitolo delle risposte generate dall'intelligenza artificiale. Quando cerchi su Google, sempre più spesso in cima trovi un riassunto scritto dall'AI che ti dà la risposta senza che tu debba cliccare nulla. E molte persone, saltando del tutto la ricerca, la domanda la fanno direttamente a un assistente. In entrambi i casi conta essere la fonte che quel riassunto cita, un tema di cui ti ho parlato per esteso qui:

SEO nel 2026: conta più farsi citare che il primo posto

Google è finito? Cosa dicono davvero i dati

Qui devo frenare l'entusiasmo, perché intorno a questo tema gira parecchio hype. Ogni pochi mesi qualcuno annuncia che «i giovani hanno abbandonato Google per TikTok» e parte la corsa a mollare tutto per buttarsi sull'ultima piattaforma. I dati raccontano una storia più sfumata. Un'analisi ripresa da Search Engine Journal mostra che la quota di ragazzi della Gen Z che dicono di preferire TikTok a Google per cercare è addirittura scesa, dall'8% del 2024 al 4% del 2026: la metà.

Come si spiega, se prima ho detto che i giovani cercano sui social? Si spiega così: le persone stanno aggiungendo posti dove cercare, e Google resta al suo posto. Usano TikTok per certe cose, YouTube per altre, Google per altre ancora, l'AI quando vogliono la scorciatoia. Google resta la porta principale, solo che adesso di porte ce n'è più di una. Chi ti dice di abbandonare tutto per una singola app ti sta vendendo una scorciatoia che non esiste.

Dove cercano i tuoi clienti e come farti trovare lì

Bene, e allora in pratica cosa te ne fai di tutto questo? La domanda giusta da farti riguarda dove cercano i clienti proprio la cosa che vendi tu, altro che rincorrere la piattaforma di moda. Perché la risposta cambia parecchio a seconda del mestiere.

Se hai un ristorante, un negozio, una palestra, un B&B, un parrucchiere, cioè qualcosa che si vede e si vive, il tuo terreno sono i video: TikTok e i Reel di Instagram, dove una persona può assaggiare con gli occhi com'è entrare da te. Se vendi un servizio che la gente deve capire prima di comprare, un idraulico, un consulente, un artigiano, allora YouTube e le ricerche che finiscono in una risposta dettagliata pesano di più, perché lì chi cerca vuole essere rassicurato che sai il fatto tuo. Se lavori con altre aziende, gran parte delle ricerche resta su Google e, sempre più spesso, dentro le risposte delle AI.

Il punto è che non devi presidiare tutto. Devi capire dove le persone alzano la mano per cercare quello che fai, e piantare la bandiera lì. Ed è un ragionamento di rotta, prima che di strumenti: decidere dove vale la pena farsi trovare è una scelta di strategia, presa a mente fredda e lontano dai capricci del momento.

Ti aiutiamo a scegliere dove vale la pena farti trovare, prima ancora di aprire un canale

Da dove partire se hai una piccola attività

Se tutto questo ti sembra tanto, tranquillo: si parte piccoli. La prima mossa non costa niente e la puoi fare oggi. Apri tu stesso TikTok, YouTube e Google, e cerca la tua attività come la cercherebbe un cliente: «pizzeria + la tua città», «commercialista + la tua zona», «come si fa + il tuo servizio». Guarda cosa esce. Spesso la sorpresa è scoprire che, dove i tuoi clienti stanno già guardando, di te non c'è traccia mentre i concorrenti ci sono.

Da lì, la seconda mossa è scegliere un solo posto nuovo, quello dove ti sei accorto che ti cercano e non ti trovano, e cominciare a esserci con costanza. Un video a settimana girato col telefono, in cui mostri come lavori o rispondi a una domanda vera dei clienti, in sei mesi ti mette sulla mappa di quella stanza lì. È lento, lo so. Ma è come piantare un albero: il momento migliore era qualche anno fa, il secondo momento migliore è adesso.

E occhio a non cadere nella trappola di rincorrere ogni piattaforma nuova che spunta. Il rischio vero è disperdersi su troppi canali, molto più che restare fuori da uno. La domanda da cui partire resta sempre la stessa, e non riguarda l'algoritmo del momento:

Perché ti stai facendo la domanda sbagliata sulla SEO morta

Dove cercano i clienti, oggi, è una domanda con più di una risposta, e cambia in fretta. Ma sotto il rumore delle mode c'è una cosa semplice che regge nel tempo: le persone cercano dove si fidano di quello che vedono. Vai a metterti lì, con la tua faccia e il tuo modo di lavorare, e falla facile a chi ti sta già cercando senza trovarti.

Nelle immagini sono io, fondatore di Clusterclups agenzia di marketing e transizione digitale.

Mi chiamo Michael Iuzzino

sono il fondatore di Clusterclups. Seguo la comunicazione digitale di imprese e professionisti. Qui scrivo di come trovare idee, crescere online e farle arrivare chiare a più persone. Non ti conosco, ma sono certo che, forse, sei nel posto giusto.

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