Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati della SEO

Il primo mese non dice niente

Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati della SEO è la domanda che mi fanno più spesso, quasi sempre con una scadenza già in testa. La risposta onesta è che ci vuole più di quanto vorresti. Ecco i tempi veri e cosa puoi accelerare.

Apri un negozio in una via nuova, una di quelle strade appena asfaltate dove ancora non passa nessuno. Il primo mese entra sì e no qualche curioso. Il negozio è fatto benissimo, il problema è un altro: il quartiere non sa ancora che esisti, non ha capito cosa vendi e non ha motivo per fidarsi di te invece che del solito posto dove va da anni. Ci vuole tempo perché la gente ti noti, ti provi, torni e cominci a parlarne. La SEO funziona quasi allo stesso modo, solo che il quartiere è Google e i passanti sono le persone che cercano.

Quanto tempo ci vuole davvero per posizionarti su Google

Partiamo dai numeri, così ci togliamo il dente. Ahrefs ha preso due milioni di pagine nuove e ha seguito cosa succedeva nell'anno dopo la pubblicazione. Solo il 5,7 per cento di quelle pagine è riuscito a entrare nella prima pagina di Google entro dodici mesi. E quelle poche fortunate ci hanno messo in media dai due ai sei mesi. La scala è quella dei mesi, tienitela a mente (Ahrefs).

C'è un altro dato dello stesso studio che dovresti tenerti stretto: circa tre pagine su quattro che stanno in prima pagina hanno più di tre anni. Le posizioni buone, insomma, sono quasi sempre occupate da contenuti che hanno avuto il tempo di invecchiare bene. Tu ci arrivi accanto, ma non domani mattina.

La SEO resta un investimento sensato. Solo che chiedere risultati in trenta giorni è come piantare un albero e tornare la settimana dopo a cercare i frutti. Ogni tanto capita di leggere lo sfogo di qualcuno, su forum come r/SEO, il cui capo pretende di scalare Google in un mese: sotto, decine di persone del mestiere rispondono la stessa cosa, con toni diversi. Ragiona in mesi e ti risparmi un sacco di delusioni.

Perché in un mese non vedi risultati della SEO

Il motivo è che tra te e una posizione buona ci sono tre passaggi, e nessuno dei tre è istantaneo.

Prima Google deve trovarti. Scoprire che quella pagina esiste, leggerla, metterla nel suo indice. Se il sito è nuovo o mal collegato, già qui passano giorni o settimane. Poi Google deve capirti: di cosa parli, a quale domanda rispondi, per chi. Lo fa incrociando mille segnali, e si fa un'idea che aggiusta col tempo, man mano che vede come si comportano le persone che ti trovano. Infine, la parte lenta, Google deve fidarsi. L'autorità di un sito si accumula piano, come la reputazione di quel negozio nella via nuova: un contenuto che qualcuno cita, una pagina che risponde meglio delle altre, mesi di roba fatta con criterio.

Nessuno di questi tre passaggi lo comprimi col fiato sul collo. Puoi fare tutto giusto e comunque aspettare, perché la variabile vera è il tempo che ci mette Google a maturare la fiducia. Chi ti promette di saltare questa fila, quasi sempre ti sta vendendo una scorciatoia che dopo si paga.

Perché non conviene mollare la SEO dopo un mese

Qui c'è il danno che vedo più spesso, e mi fa più rabbia degli altri. La pressione del «risultati subito» non ti fa solo innervosire: ti fa ottimizzare la cosa sbagliata. Se hai trenta giorni per far succedere qualcosa, smetti di costruire pagine buone e cominci a rincorrere trucchi. Comprare pacchi di link, riempire i testi di parole chiave, sfornare cento paginette copiate una dall'altra per «coprire» ogni ricerca. Roba che a volte dà una fiammata di due settimane e poi crolla, spesso trascinandosi dietro tutto il sito quando Google fa pulizia.

Ne ho scritto per un caso preciso quando l'aggiornamento anti-spam di Google ha fatto sparire interi siti costruiti così. La fretta è quasi sempre la mano che tiene la miccia.

E poi c'è la beffa peggiore. Tantissimi mollano proprio nel momento in cui starebbe per funzionare. Investono per sei, otto settimane, non vedono niente, si convincono che «la SEO non funziona» e chiudono il rubinetto. Peccato che il grosso dei risultati, per quel poco che si vede nel primo anno, arrivi dopo il terzo o quarto mese. Hanno pagato la salita e sono scesi dall'auto un attimo prima della discesa.

Darsi aspettative giuste è una scelta di strategia, si fa a mente fredda prima di partire, lontano dal panico di fine mese. Se vuoi mettere una rotta chiara e sapere cosa aspettarti prima di spendere il primo euro, diamo una direzione alla comunicazione della tua impresa.

Cosa puoi fare per accelerare i risultati della SEO

I tempi lunghi non sono una scusa per stare fermi. Ci sono cose che accorciano davvero l'attesa, e sono meno sexy dei trucchi ma reggono nel tempo.

Rispondi alle domande vere di chi cerca

La pagina che sale prima è quella che chiude la domanda di chi arriva. Se uno cerca «quanto costa rifare un bagno» e trova un preventivo di esempio, tre fasce di prezzo e cosa le cambia, ha finito lì. Google se ne accorge e ti premia più in fretta. Scrivi le pagine partendo dalle domande che i clienti ti fanno davvero, usando le loro parole invece di quelle che immagini tu.

Usa i canali dove i risultati arrivano subito

Mentre la SEO matura, non stare a guardare il traffico piatto. La scheda Google Business, per un'attività locale, porta chiamate e indicazioni molto prima che il sito si posizioni: la compili una volta, ci metti foto vere e orari giusti, e cominci a comparire nelle ricerche «vicino a me» in poche settimane. E i social ti mandano persone da subito, senza aspettare l'indice di Google. La SEO è la rendita lenta; nel frattempo ti tieni in piedi con quello che rende oggi, e quando poi il sito si posiziona ti ritrovi due rubinetti aperti invece di uno.

Come riconoscere chi promette il primo posto in 30 giorni

Ora hai un metro per smascherare le promesse gonfiate. Chiunque ti garantisca il primo posto su Google in un mese, o ti dice una bugia sapendo di dirla, o non ha capito come funziona il mestiere. In entrambi i casi, tieniti i soldi.

Diffida anche di chi ti mostra la crescita solo con grafici di «keyword posizionate» senza mai parlare di contatti e clienti, e di chi ti lega a contratti lunghi promettendo miracoli veloci. Chi sa fare questo lavoro ti dice la verità scomoda: servono mesi, si comincia a vedere qualcosa dal terzo o quarto, e la parte grossa arriva dopo, se tieni il punto.

I risultati della SEO somigliano alla fiducia di quel quartiere nella via nuova: arrivano quando resti aperto e fai le cose per bene, finché la gente comincia a cercarti da sola. Se il tuo problema oggi è che il sito non riceve ancora visite, ti ho spiegato le cause una per una in Perché nessuno visita il mio sito web. E se ti stai chiedendo perché valga la pena investire in qualcosa che rende così lento, la risposta più onesta la trovi in Perché crescere online conviene davvero a un'impresa.

Nelle immagini sono io, fondatore di Clusterclups agenzia di marketing e transizione digitale.

Mi chiamo Michael Iuzzino

sono il fondatore di Clusterclups. Seguo la comunicazione digitale di imprese e professionisti. Qui scrivo di come trovare idee, crescere online e farle arrivare chiare a più persone. Non ti conosco, ma sono certo che, forse, sei nel posto giusto.

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