Come crescere su YouTube partendo da zero

YouTube da zero, sul serio

Ti spiego come ragiono quando si parte da zero su YouTube: perché qui un video lavora per anni, come si sceglie un titolo che intercetta le ricerche e perché i primi secondi decidono quasi tutto.

YouTube è il posto a cui tengo di più, e c’è un motivo preciso. Su Instagram o TikTok un contenuto vive qualche giorno e poi sparisce nel flusso. Su YouTube un video può continuare a portarti spettatori per anni, anche mentre dormi. Funziona in modo diverso, e capire quella differenza è il primo passo per crescere senza sbattere la testa.

YouTube è un motore di ricerca, non un social

La cosa che devi avere chiara prima di tutto: YouTube assomiglia più a Google che a un social. Le persone arrivano lì cercando qualcosa, una risposta, un tutorial, un’opinione. E il tuo video, se risponde bene a quella ricerca, continua a essere trovato per mesi, per anni, anche molto tempo dopo che l’hai pubblicato.

Questo cambia tutto nel modo di scegliere i contenuti. Quando preparo un video, non parto da cosa mi va di raccontare. Parto da cosa cercano le persone. Mi chiedo quali domande si fanno davvero su un certo tema, e costruisco il video come la risposta a quella domanda. È meno divertente che seguire l’ispirazione del momento, ma è ciò che fa la differenza fra un canale che cresce e uno che resta fermo.

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Titolo e miniatura: metà del lavoro

Te lo dico senza giri: un video bellissimo con un titolo fiacco non lo guarda nessuno. Titolo e miniatura sono la promessa, e sono loro a decidere se la persona clicca oppure scorre oltre. Valgono, da soli, circa metà del risultato.

Il titolo deve intercettare una ricerca reale e promettere qualcosa di chiaro. La miniatura deve dire in un colpo d’occhio di cosa si tratta e perché vale la pena fermarsi. Ci lavoro spesso più che sul video stesso, e non mi vergogno a dirlo. Non lo chiamerei furbizia: è rispetto per chi sta scegliendo in mezzo secondo se darti la sua attenzione o no.

I primi quindici secondi

Veniamo alla parte da cinema, quella che amo di più. Una volta che la persona ha cliccato, hai pochissimo tempo per convincerla a restare. I primi quindici secondi decidono quasi tutto, esattamente come al cinema la prima inquadratura decide se entri nella storia o controlli il telefono.

In quei secondi non devi presentarti per tre minuti, non devi ringraziare, non devi chiedere l’iscrizione. Devi mantenere subito la promessa del titolo, o anticipare qualcosa che faccia venire voglia di vedere il resto. Se le persone restano, YouTube capisce che il video è buono e lo mostra ad altri. Se se ne vanno subito, smette di proporlo. Trattenere è il vero gioco.

Scegli un tema riconoscibile e presidialo

Quando parti da zero, l’errore più comune è parlare di tutto. Un giorno un argomento, il giorno dopo un altro lontanissimo, e chi capita sul canale non riesce a farsi un’idea di cosa offri. YouTube fatica a capire a chi proporti, e le persone faticano a decidere se vale la pena seguirti. All’inizio, restringere conviene.

L'idea conta più del montaggio

Io consiglio di scegliere un terreno preciso e batterlo a lungo, finché su quel tema diventi un riferimento. Meglio essere la persona che spiega bene una cosa specifica, che quella che ne tocca dieci in modo vago. Una volta costruita la fiducia su quel terreno, allargare diventa naturale e le persone ti seguono anche altrove. Ma prima devi dare un motivo chiaro per iscriversi, e quel motivo è sapere cosa troveranno la prossima volta.

La costanza, anche qui, conta più del singolo colpo. Un canale che pubblica con regolarità, anche cose semplici, batte un canale che sforna un video curatissimo ogni tre mesi e poi sparisce. La regolarità dice a YouTube che ci sei, e dice alle persone che possono contare su di te. Sono due messaggi che, sommati nel tempo, fanno crescere. È vero, ci sono delle eccezioni, in cui basta un video al mese o anche meno, ma in questi casi è davvero difficile.

YouTube premia la pazienza

Qui serve onestà: su YouTube i risultati non arrivano la prima settimana, e nemmeno il primo mese. È normale, fa parte di come funziona. Un canale costruito bene cresce piano e poi, a un certo punto, inizia a lavorare per te mentre fai altro. I video vecchi continuano a portare persone nuove, e quel patrimonio non scade come scade un contenuto sui social.

Qualche spunto per non restare a corto di idee

Per questo il mio consiglio, se parti da zero, è di non guardare i numeri ogni giorno e di non mollare dopo cinque video. Scegli temi che rispondono a domande vere, cura titolo e primi secondi, e dai al canale il tempo di accumulare. Conta le settimane in mesi, non in giorni, e festeggia i piccoli segnali invece dei grandi numeri: il primo commento di uno sconosciuto, il primo video che continua a girare da solo. La crescita su YouTube somiglia a una pianta: per un po’ sembra non succedere niente sotto terra… e poi spunta tutto insieme.

Nelle immagini sono io, fondatore di Clusterclups agenzia di marketing e transizione digitale.

Mi chiamo Michael Iuzzino

sono il fondatore di Clusterclups. Seguo la comunicazione digitale di imprese e professionisti. Qui scrivo di come trovare idee, crescere online e farle arrivare chiare a più persone. Non ti conosco, ma sono certo che, forse, sei nel posto giusto.

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